Vetra Building Milano, IL PRISMA
TESTO
IMMAGINE DI APERTURA

I portici su Piazza Vetra diventeranno salotti coperti affacciati sui giardini

Cambia il modo di lavorare, cambia il luogo in cui si lavora – non più al chiuso. Dal degrado degli anni ’70 alla riqualificazione di un edificio che fu Esattoria e dell’area circostante

Si percepisce e analizza il riflesso di un intervento architettonico osservando le dinamiche che influiscono sui luoghi di aggregazione che vi gravitano attorno. L’ex Esattoria in piazza Vetra – oggi Vetra Building –  si trova in Via della Chiusa 2, e possiede un affaccio su piazza della Vetra. L’edificio occupa l’intero isolato tra piazza della Vetra, piazza Quasimodo, via della Chiusa, via Cardinale Caprara e Via Fernanda Wittgens e fu realizzato nei primi anni Sessanta su progetto di Ferdinando Reggiori, allo scopo di creare una nuova sede per l’Esattoria di Milano.

Il progetto di ristrutturazione ha portato alla trasformazione dell’edificio da luogo chiuso a spazio permeabile, soprattutto verso il parco sul quale affaccia e verso l’edificio scolastico poco lontano: dalla sinergia tra Committenza, Architetti e Comune i luoghi limitrofi sono diventati palcoscenico per iniziative rivolte alla città. «Come investitori abbiamo ritenuto che la valorizzazione dell’edificio non potesse prescindere da un ripensamento del contesto urbano circostante: rendere fruibili gli spazi esterni costituisce un plus per chi investe e per chi lavora in Vetra Building», dice Francesco Rovere, Senior Asset Manager di Axa Reim.

VETRA BUILDING, COURTESY URBANFILE
VETRA BUILDING, COURTESY IL PRISMA

Negli anni passati l’area della Vetra ha costituito una criticità per la città, legata anche alla conformazione della ex Esattoria, che aveva portici abbandonati e in stato di degrado, non più in sintonia con la nuova destinazione dell’edificio trasformatosi negli anni Novanta in uffici. Dal recupero del porticato – che è diventato ora uno spazio retail aperto al pubblico – è partita la rinascita dello spazio urbano circostante che ha portato in tutta la zona Vetra, parco compreso, una percezione di maggiore sicurezza rendendo il parco non più un luogo di passaggio ma un luogo di cui i milanesi si sono riappropriati. 

L’idea che le nuove dinamiche del lavoro, meno vincolate alla fisicità del ‘posto fisso’, ma orientate a trovare ambienti – anche en plein air – per l’attività da svolgersi durante la giornata, potesse rinforzare il rinnovamento dell’immobile è stato il motore del progetto. La volontà di costruire un ecosistema che includesse gli spazi pubblici circostanti, coinvolgendo anche gli abitanti del quartiere nel processo di trasformazione, è stata la visione che ha ispirato il lavoro del team coinvolto.

La progettazione è stata affidata allo studio Il Prisma. La riqualificazione non è ancora stata ultimata, ma transitando nelle vie che circondano Vetra Building si notano le trasformazioni apportate. Lo scorso anno, in occasione della Design Week, nello spazio del parco si è svolta l’iniziativa facciamopiazza, durante la quale Il Prisma ha lavorato in collaborazione con Istituzioni e associazioni di quartiere per trasformare il Parco della Vetra in un prototipo del parco che i cittadini vorrebbero diventasse. Per una settimana tre installazioni, progettate per essere teatro di laboratori e talk all’aperto, sono state animate da studenti, lavoratori e passanti.

VETRA BUILDING, COURTESY URBANFILE
VETRA BUILDING, COURTESY IL PRISMA

L’impatto di questa manifestazione, che ha riposizionato il percepito dello spazio di contatto tra l’edificio e le sue aree pubbliche, ha spinto una serie di operatori del settore food retail a credere nell’operazione e ad affittare tutti i locali prospicenti il parco – saranno 6 brand primari del settore. Al momento alcuni degli spazi commerciali sono già occupati da Benvenuto Family Restuarant, Thtat’s vapore, Pandenus e almeno altri 2 ristoranti apriranno al termine della ristrutturazione, prevista per luglio 2021. L’investitore ha coinvolto anche le aree sulla piazza Quasimodo in questa strategia.

Quelli che oggi sono fronti chiusi da inferriate e nascosti dagli stalli per il parcheggio delle macchine, domani saranno altre vetrine a supporto di funzioni con servizi di quartiere. L’edifico si candida a non essere un hub dedicato solo al mondo del lavoro, ospitando potenzialmente quasi 3.000 persone, ma uno spazio di aggregazione. Il progetto che coinvolge le aree pubbliche è stato affidato a Land e prevede nuove piantumazioni, pedonalizzazioni e migliorie nel parco come una sistemazione dell’area cani e un sistema di irrigazione.

La vicinanza della nuova fermata M4, inoltre, rende superfluo l’utilizzo dell’auto – anche se sono previsti ottanta posti auto e ventidue posti moto. Si punterà su una modalità green di movimento verso il luogo di lavoro con duecento stalli per biciclette e due posti per ricarica auto elettrica. 

L’emergenza sanitaria in atto non ha modificato l’idea originaria su cui hanno lavorato gli architetti de Il Prisma. Fin dall’inizio si è puntato alla certificazione LEED platinum – l’edificio è studiato per essere rispondente a standard energetici, di qualità dell’aria e dell’environment degli spazi interni.

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