From 'Il Soggetto Imprevisto. 1978 Arte e Femminismo'. Courtesy FM Centro per l’Arte Contemporanea
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‘Resilienza’, tra le parole più cercate su Treccani – in psicologia, la capacità di reagire a traumi

Massimo Bray, direttore generale di Treccani: potendo vedere online le parole più cercate, la lingua corrente è un indicatore sociale che rileva la comprensione della gente

Leggiamo l’andamento della pandemia attraverso le parole che vengono cercate online. «‘Contagio’ e ‘pandemia’ sono diventati il sigillo di questi giorni. Il valore dell’attendibilità si riconosce in questi periodi», dice Massimo Bray, alla direzione generale dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani dal 2015. In questa telefonata, Bray ha la capacità di passare con disinvoltura dalle tematiche culturali alla cronaca e viceversa. «‘Resiliènza’, è tra le parole più cliccate, 180.000 mila contatti. Non interessava nel senso originario della tecnologia dei materiali – in cui vuol dire ‘resistenza a rottura per sollecitazione dinamica, determinata con apposita prova d’urto e il cui inverso è l’indice di fragilità’- Così recita la voce nel vocabolario online, che in questi giorni sta generando un traffico mai raggiunto prima. Né si indagava quello analogo riguardante l’ambito dei filati. La resiliènza che si voleva capire era il sostantivo usato in psicologia, ovvero la capacità di reagire di fronte a traumi e difficoltà».

Nell’Istituto della Enciclopedia Italiana, Massimo Bray è entrato nel 1991 come redattore responsabile della sezione di Storia moderna dell’enciclopedia La Piccola Treccani. Nel 1994 ha assunto il ruolo di direttore editoriale e nel 2015 la nomina alla carica attuale, quella di Direttore generale – che spetta al Presidente della Repubblica italiana. «Lo storico della filosofia Tullio Gregory, scomparso nel 2019 e collaboratore dell’Istituto della Enciclopedia Italiana fin dal 1951, contribuendo tra l’altro alla pubblicazione del Dizionario Enciclopedico Italiano – nel 2007 esprimeva il suo giudizio su Wikipedia e la sua fast-information invasiva e di puro consumo: ‘Le singole voci, scriveva, sono un coacervo di notizie che, mancando di sistemazione critica, non offrono neppure una sicura informazione’. Da una quarantina di giorni a questa parte, si cerca una lettura dentro parole che riassumono attese e sentimenti diversi, che rivelano il modo di recepire e interpretare la realtà lungo le fasi successive della diffusione virale. ‘Draconiano’ è un aggettivo dal sapore arcaico diventato di attualità dopo le norme di restrizione e isolamento sociale. Vocaboli che esprimono paura e incertezza, sia verso la contingenza che riguardo al futuro: ‘virale’, ‘responsabilità’ e ‘assembramento’».

Massimo Bray ha citato a più riprese, anche in una conversazione con Tullio Gregory, lo scrittore Italo Calvino e le sue Lezioni Americane, sei proposte per il prossimo millennio. Era profetico il sottotitolo del libro, basato su un ciclo di lectures che lo scrittore avrebbe dovute tenere presso Università di Harvard nel 1985 e pubblicato postumo nel 1988. L’informatica dei suoi anni si configura ancora all’ambito numerico, ma Calvino ne fa affiorare spunti che vanno al di là di queste applicazioni.

Italo Calvino suggeriva l’impiego della scrittura come medium di controllo, prospettava un futuro dove la conoscenza si sarebbe costruita tramite immagini e prevedeva la fine della parola quale principale mezzo di apprendimento. Per Gregory, le due modalità di studio potevano convivere in maniera armonica, in qualche modo compensandosi. Fermo restando la superiorità della parola scritta, come espressione della cultura di un Paese. Una sfida lanciata tra galassie lontane e paradossalmente contigue, cercando di raggiungere quella che nel mosaico culturale ellenistico si chiama ‘koiné dialektos’, un idioma comune e unificante tra ieri e oggi, tra livelli di sapere svincolati e poco comunicanti.

«La vita cambia in fretta, cambierà ancora dopo questo periodo di pandemia» – continua Bray. «La Treccani ha attraversato l’avvento della rivoluzione web, superando quella crisi letteraria che negli ultimi tre decenni ha portato sempre di più a un consumo culturale di immagini e per icone, rispetto a quello classico di tipo testuale. Incarna una stabilità, un significato di riferimento affidabile, rappresenta il legame di una comunità. È ancora molto richiesto il supporto cartaceo dell’Enciclopedia, sia nella versione in pelle, che in quella blu per le famiglie e rossa per gli studenti. L’aggiornamento è continuo, segue il mutare dei tempi e le nuove voci vengono affidate a esperti nei diversi settori. Neanche il vocabolario pare conoscere eclissi di interesse, anche se in tanti si servono di quello online, che, proprio in questi giorni di isolamento obbligato sta generando un traffico eccezionale».

Vengono in mente tanti studi di avvocati, di medici o notai, uffici di professionisti calati in un’accogliente penombra, dove i volumi dell’opera, dai dorsi marrone scuro a impressioni dorate, facevano bella mostra di sé sui ripiani in legno lucido di una libreria, avvolgendo la scrivania come uno schermo di autorevolezza e confidenza. La Treccani, tout court, la si definiva e si definisce così, non solo custodiva lo scibile universale e veniva consultata come fonte di ricerca e apprendimento da intere famiglie, ma sanciva l’appartenenza a un mondo preciso e talvolta testimoniava l’acquisizione di uno status borghese. «Nel 1994 ho voluto imprimere una svolta digitale. Il nostro impegno si rivolge alla lingua italiana come patrimonio da difendere». Accanto alle Grandi Opere, ai Vocabolari, agli Annuari di approfondimento storico, artistico o geo-politico, l’Istituto oggi offre creazioni da collezione in edizione limitata. Ci sono gli oggetti di design di Bottega Treccani, penne, vasi, orologi, leggii e librerie firmati da Alessandro Mendini, Paolo Portoghesi e Oscar Tusquets Blanca, o realizzati da Venini, Parmigiani Fleurier.

Le Edizioni di pregio spaziano tra volumi d’arte numerati – come quello dedicato ai Tarocchi illustrato da Mimmo Paladino – monografie su geni del Rinascimento quali Raffaello, Botticelli e Tiziano, sulla parabola seicentesca di Caravaggio. Altri raccontano città, istituzioni museali e regioni del nostro Paese, da Firenze a Matera, dal fasto barocco e neoclassico della Galleria Borghese in Roma fino al Veneto. Non mancano le riproduzioni in facsimile di codici miniati e le riedizioni di grandi classici della letteratura, come l’Eneide e il Roman de la Rose, poema allegorico duecentesco di Guillame de Lorris o, ancora, il visionario Orlando furioso di Ludovico Ariosto. Ultimi nati, i multipli d’artista di Treccani Arte, frutto di una sinergia con alcuni protagonisti della scena contemporanea, tra cui Giorgio aAndreotta Calò, Rossella Biscotti e Marisa Merz, Marinella Senatore, Francesco Vezzoli.

Virtù Virali è l’appuntamento di Treccani del giovedì e della domenica con il filologo Carlo Ossola, in ideale dialogo con il Trattato delle piccole virtù. Breviario di civiltà, uscito da Marsilio nel 2020. «Consiglio di meditare sulla Pazienza – del 29 marzo-. Virtù antica, la capacità di ‘patire’, di prendere su di sé, di assumere. Tiene insieme l’eredità cristiana – pensate al Credo – e quella classica, compendiata da Orazio nel carme a Leuconoe. Centrale anche il tema della Responsabilità – 16 aprile-. Come dice Ossola, siamo in una società che si priva della responsabilità. Nel senso letterale dell’etimo latino. Responsabilità è la capacità di rispondere e dunque di assumere l’iniziativa di un dialogo, di un contatto, di una risposta a una richiesta. ‘Prima responsabilità – sottolinea Carlo Ossola – è l’ascolto vigile, per sapere – in ogni momento – ciò che ci è chiesto. Viviamo in una società che si priva delle capacità di rispondere, poiché non sappiano ascoltare; rinunciamo all’altro, ci priviamo della vera ‘responsabilità’ del condividere».

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Massimo Bray è uno storico, editore e politico italiano nato a Lecce. Ministro dei beni, attività culturali e del turismo nel governo presieduto da Enrico Letta tra 2013 e 2014, nel marzo dell’anno seguente ha dato le dimissioni dalla Camera dei Deputati, cui era stato eletto nelle file del PD, per dedicarsi a tempo pieno all’Istituto dell’Enciclopedia Italiana di cui è Direttore generale.. Presiede dal 2017 la Fondazione per il libro, la musica e la cultura, l’ente promotore del Salone Internazionale del libro di Torino. Nel 2019 ha dato alle stampe il libro Alla voce cultura. Diario sospeso della mia esperienza di ministro.

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Chi è ciascuno di noi se non una combinatoria di esperienze, di informazioni, di letture, di immaginazioni? Ogni vita è un’enciclopedia, una biblioteca, un inventario di oggetti, un campionario di stili, dove tutto può essere continuamente rimescolato e riordinato in tutti i modi possibili.

Italo Calvino, Lezioni Americane, 1988.

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