CHRISTIAN KONDIC, 2017
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Imprenditoria a Milano: la più grande chance per il futuro è la nostra educazione

Invento e l’imprenditoria etica: l’economia circolare si insegna a scuola, la prima B Corp italiana crea percorsi di alternanza scuola lavoro

Il progetto B Circular, dal Parco Agricolo Sud alla Martesana, si propone di formare giovani dai 6 ai 19 anni delle scuole della provincia di Milano su temi quali economia circolare, sostenibilità e gestione degli sprechi, il tutto attraverso un approccio imprenditoriale, trasformando le idee in start-up. L’obiettivo è quello di portare i gruppi di studenti a realizzare un progetto a partire da problematiche reali presentate dalla scuola o dal comune di riferimento, mettendolo in pratica e portandolo avanti nel tempo. B Circular è uno dei percorsi di formazione InVento Lab, l’impresa sociale nata nel 2014 con lo scopo di costruire un ponte tra scuola e aziende attraverso la creazione percorsi di alternanza scuola lavoro per studenti e imprese che rispettino i principi di economia circolare e sostenibilità. Nel tempo, InVento Lab si è evoluta, aggiungendo dei percorsi di formazione all’interno delle aziende e delle scuole. B Circular è stato lanciato per la prima volta nel 2019 in 16 scuole lombarde: da settembre a giugno i ragazzi e gli insegnanti sono stati affiancati da tutor di InVento e da “mentor” provenienti dalle aziende virtuose del territorio per formarsi e creare dei progetti concreti, tutti basati sui principi dell’economia circolare e sugli obiettivi 2030 dell’ONU. Se settembre e ottobre sono stati dedicati alla formazione degli insegnanti, i mesi successivi hanno previsto l’avvio delle lezioni con gli studenti. Nelle tre giornate di apprendimento intensivo e poi autonomamente, i ragazzi hanno potuto studiare e modellare il proprio progetto. Al termine del percorso, tutti i partecipanti si sono sfidati presentando la propria creazione davanti a una giuria composta dai “mentor” selezionati nella “Changemaker Competition”.

Per realizzare B Circular a Milano, InVento ha ricevuto il sostegno di Fondazione Comunità. L’indagine condotta dagli studenti si è concentrata sul territorio, sulla comunità e sulla scuola, cercando di rispondere ad alcune domande: com’è strutturata? Presenta punti di debolezza? Come gestisce gli sprechi? Lo stesso spostando l’attenzione sulle aziende che scelgono di adottare il programma dell’associazione. «I ragazzi hanno fatto analisi a livello locale per capire come intervenire, affrontando il problema a monte», spiega Giulia Detomati, fondatrice di InVento Lab. «Per risolvere la questione dell’eccesso di plastica nelle scuole, per esempio, non hanno agito sul materiale delle bottigliette, ma sulla produzione di rifiuti. In un istituto hanno risolto il problema creando delle borracce e diventando la prima scuola plastic-free in Italia, dando vita anche a un punto vendita, un eco-shop, all’interno dell’edificio. Altri hanno creato dei compost a partire dai rifiuti organici che l’istituto produce quotidianamente e hanno dato una svolta imprenditoriale alla loro idea rivendendolo come fertilizzante. I soldi ricavati dalla vendita sono stati reinvestiti per realizzare nuovi progetti. Altri hanno pensato alla sensibilizzazione della comunità attraverso campagne, l’uso dei social e lo sviluppo di un’app con tecniche di gamification».

Solidarietà Digitale, accesso gratuito ai contenuti open di InVento Innovation

Tra i progetti premiati nella prima Changemaker competition c’è “PPP – Paper Plastic Pisadog” ideato dalla 3LB del Liceo Virgilio di Milano, che chiede agli studenti della scuola di impegnarsi a ritirare i rifiuti di carta e plastica prodotti all’interno dell’istituto, per poi consegnarli ad aziende della zona addette al riciclaggio ricevendo in cambio cancelleria fatta con materiali riciclati. Oppure il progetto “– Indifferenziata + Differenziata” della 3BL dell’Istituto Marconi di Gorgonzola che punta a ridurre la produzione di rifiuti smaltiti scorrettamente. L’idea è quella di coinvolgere gli studenti e spingerli a suddividere i rifiuti prodotti in modo che possano essere riciclati dalle aziende e dalle cooperative della zona che si occupano di smaltimento e riuso. Il tutto attraverso un’app. «Molti di questi progetti sono stati portati avanti – continua Giulia Detomati. – Sono nate delle start up, alcuni hanno registrato brevetti. Ci sono anche singoli ragazzi che grazie a questo percorso hanno scoperto dei talenti che non credevano di possedere e hanno deciso di usare la propria voce per raccontare la loro esperienza e per ispirare altri a impegnarsi nella sostenibilità. C’è chi è stato invitato a parlare a Ted Talk e chi è riuscito ad arrivare alle Nazioni Unite».

La fondatrice di InVento è Giula Detomati, 38 anni. Nel 2011 ha dato vita a Venti Sostenibili, un’associazione nata con lo scopo di sviluppare progetti coinvolgendo soggetti imprenditoriali sui temi dell’economia circolare, mobilità sostenibile e pianificazione del territorio. «Prima di fondare InVento lavoravo come consulente, ma sentivo che il mio percorso era un altro», spiega Giulia Detomati. Dopo la laurea in ingegneria per l’ambiente e il territorio al Politecnico di Milano e al lavoro nella società di consulenza, continua il suo percorso negli Stati Uniti, a San Francisco grazie al programma “Mind the Bridge” per la formazione di imprenditori e startupper e il corso  di Social Enterpreneurship alla Stanford University. «Sapevo che l’imprenditoria sarebbe stata la mia strada», continua Detomati. «Grazie all’esperienza vissuta a San Francisco mi resi conto che non avevo una preparazione imprenditoriale, pur avendo lavorato come consulente per diversi anni. Allo stesso tempo capii quanto i giovani e le aziende potessero dare un impatto positivo, perseguendo i 17 obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu, e le linee guida europee per il clima». In cinque anni, InVento è arrivato a dare strumenti a 12mila giovani in tutta Italia, realizzando oltre 400 progetti. Il team è composto da dieci persone, con formazione che va dall’ingegneria al design alla comunicazione e più 40 volontari in tutta Italia. «Da un’idea che era solo un’ispirazione – spiega Detomati –, siamo arrivati a sviluppare una metodologia didattica e abbiamo implementato la nostra piattaforma di e-learning».

I primi progetti sono partiti sul territorio di Milano grazie alla collaborazione con Fondazione Cariplo Green Jobs. Dal 2018 il programma Green Jobs è diventato di portata nazionale, grazie al sostegno di altre 8 Fondazioni di origine bancaria aderenti all’ACRI. La formazione dei più giovani all’inizio è avvenuta con i Pcto – alternanza scuola-lavoro –, poi sono nati dei percorsi all’interno delle scuole finalizzati all’apprendimento attraverso metodologie diverse dalle classiche lezioni frontali: dal learning by doing alla gamification, ovvero l’utilizzo di giochi e tecniche mutuate dal game design. Nelle scuole, l’impegno di InVento va dalle elementari alle superiori. Accanto al programma B Circular, InVento ha creato anche B Corp school, che si propone di mettere in contatto gli studenti con le aziende B Corp. «Il nostro focus è lavorare sull’ambiente e creare un collegamento tra realtà che altrimenti non avrebbero modo di parlarsi, come studenti e aziende B Corp o aziende fondate sui principi di circolarità e rispetto dell’Agenda 2030 – continua Detomati – L’idea è creare progetti che vadano oltre a finalità contingenti, che possano essere portati avanti nel tempo».

ph CHRISTIAN KONDIC, 2017

Il movimento B Corp del quale InVento fa parte consiste nell’aggregazione di aziende che intendono diffondere un paradigma di imprenditorialità evoluto, che pensi al proprio impatto sul pianeta e sulla società. In Italia oggi se ne contano 85. Nel mondo sono migliaia e oltre 70mila sono quelle che ne usano gli strumenti. Il movimento offre uno strumento per il calcolo dell’impatto della società sull’ambiente attraverso un punteggio assegnato a governance, impegno per la sostenibilità, dipendenti, community e clienti. Raggiungendo un risultato compreso tra gli 80 e i 200 punti, l’azienda può ottenere la certificazione dall’ente ufficiale B Lab.  

Annarosa De Luca, ingegnere, fa parte del team di InVento da quattro anni. «InVento ha sempre collaborato con imprese, con il comune di Milano e i comuni del Parco Agricolo Sud. Abbiamo creato una rete, coinvolgendo professori e studenti. Legami che poi siamo riusciti a rafforzare anche grazie alla piattaforma digitale che abbiamo progettato in house. Inizialmente questa piattaforma era utilizzata a supporto delle nostre attività, mentre negli ultimi mesi, anche a causa del Covid ne è stata lo strumento fulcro». Per consentire a studenti e a docenti di tutta Italia di accedere alla piattaforma e usufruire dei percorsi creati da InVento gratuitamente, in un momento complicato come quello della pandemia, l’associazione ha firmato un protocollo con il Miur. Gli ultimi progetti riguardano la creazione di un podcast per i più piccoli sempre a tema economia circolare e agenda 2030, e per l’anno prossimo sono previste le seconde edizioni dei percorsi B Circular e B Corp school.

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